Il patrimonio archeologico di Sorso

Il territorio di Sorso custodisce un patrimonio archeologico ricco e composito, che racconta la sua evoluzione socio-culturale nei secoli.

Data:
3 settembre 2020

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Il territorio di Sorso custodisce un patrimonio archeologico ricco e composito, che racconta la sua evoluzione socio-culturale nei secoli.

Il viaggio nel tempo comincia dal neolitico con le domus de janas in località L’Abbiu e Petraia. A due km dalla città sorge il complesso nuragico di Serra Niedda, costituito dalle fondamenta di un tempio dedicato al culto delle acque in opera isodoma, da un altare cilindrico di pietra calcarea e da un tempio a pozzo scavato nella roccia con 11 gradini che conducono nel sottosuolo. Il complesso romano altomedievale di Santa Filitica sorge lungo la costa tra Sorso e Castelsardo. Comprende i resti di una villa tardo imperiale (III-IV sec. d.C.): una grande cisterna per la raccolta dell’acqua ed un impianto termale con vasche e pavimenti rivestiti a mosaico. Intorno al IV sec. fu abbandonata e poi occupata da una comunità dedita alla lavorazione del corno e dei metalli. Nel VII secolo il sito vide sorgere un nuovo villaggio di casette di pietra, abitato fino al IX secolo. Lungo la strada tra Sassari e Sorso sorgeva il villaggio medievale di Geridu (XI-XIV secolo), un borgo costituito da semplici basse case in pietra e malta di fango, separate da stretti viottoli che descrivevano un regolare tessuto urbanistico. Sono ancora visibili i resti della principale chiesa del villaggio, S. Andrea (XIV), intorno alla quale si sviluppava il cimitero. 

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Ultimo aggiornamento:
3 settembre 2020 , 13:31

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