Data:
26 aprile 2022

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25 aprile 2022: questa mattina la deposizione di una corona d’alloro ai piedi dei monumenti ai caduti di tutte le guerre, in piazza Marginesu e piazza Garibaldi nel 77° anniversario della Liberazione dell’Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista. Insieme con il sindaco Fabrizio Demelas erano presenti la presidente del Consiglio comunale Francesca Capai, una delegazione di Assessori e Consiglieri, la Comandante della Polizia Municipale Maria Luisa Masala, il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Sorso, il maresciallo capo Gianluca Porcheddu, il Capitano dei Barracelli Davide Vargiu, il Capogruppo del CISOM Antonio Giuseppe Pulino, l’Associazione dei Carabinieri in pensione, i Parroci di San Pantaleo Don Luca Collu e di Santa Monica Padre Luigi Maiocchi e i frati Cappuccini.

“Celebrazioni che quest’anno assumono un significato ancora più forte - ha dichiarato il sindaco Fabrizio Demelas - di fronte a quanto sta accadendo oggi, nel 2022, in Ucraina.

In questa giornata onoriamo la Liberazione del nostro Paese dal fascismo e dal nazismo ricordando tutti coloro che hanno lottato, combattuto e sono morti per la nostra libertà, con un omaggio alla memoria che deve servire a non dimenticare la storia e i suoi insegnamenti e a tenere viva la consapevolezza che ancora oggi la libertà, i diritti e tutti i principi democratici fondanti della nostra Carta Costituzionale vanno preservati, rispettati, difesi

Dal mio insediamento alla guida della Città quello di oggi è per me il terzo anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo -  ha aggiunto -  il 77° per il nostro Paese dal 1945. E ogni anno non è mai facile esprimere con parole nuove, da una parte il significato di questa ricorrenza e dall’altra il profondo sentimento di gratitudine che si prova, sempre rinnovato, nei confronti di quei patrioti che versarono il proprio sangue per la nostra libertà.

Avrei voluto che fosse così anche quest’anno, avrei voluto solo dover trovare parole nuove per rimarcare con tutta la fermezza di cui sono capace, e come ho fatto già in passato, l’importanza della memoria. Il peso delle lezioni che la storia ci ha tramandato, quella storia che si legge non solo nei libri ma anche passeggiando nella piazza della Città, nei nomi incisi sui simulacri come questo alle mie spalle, che rappresentano quasi un paradosso, da una parte il sangue, il dolore, la sofferenza, la morte, e dall’altra la pace e la libertà. E avrei voluto anche quest’anno solo ribadire quel sentimento di commozione e gratitudine nei loro confronti per aver dato la vita per la pace e per la libertà.

Ma oggi tutto ciò non basta più. Non basta ricordare a noi e presentare ai nostri figli il resoconto di ciò che è stato. I nostri figli ci risponderebbero, con tutta la naturalezza e intelligenza che noi adulti dimostriamo spesso di aver smarrito, che siamo un’umanità impazzita.  ‘Come è possibile - mi direbbero - celebriamo la liberazione dal sopruso, dall’oppressione, ripugniamo la guerra, la morte e la sofferenza che essa comporta, esaltiamo la libertà e la pace come una conquista, e poi basta girare l’angolo e ai nostri confini, ancora oggi per mano di coloro che hanno anch’essi conosciuto insieme a noi la prepotenza e il sangue che accompagnano la guerra, muoiono per la guerra bambini come noi? Altri rimangono orfani strappati alla loro terra, morti dentro, all’alba delle loro vite’.

A questo io devo provare a dare una risposta come Primo cittadino di fronte alla mia Comunità e come padre quando tornerò stamattina a casa dai miei figli.

Per dirvi e dire loro che l’umanità non è impazzita, che non dovete, non devono vivere di questa angoscia, perché non è arrendendosi all’ineluttabilità o a rappresentazioni nichilistiche dell’umanità che i nostri padri ci hanno consegnato un Paese di pace e di libertà come sino ad oggi noi tutti l’abbiamo conosciuto, ma scegliendo, scegliendo da che parte stare. Che per l’uomo a questo mondo c’è il bene e c’è il male. Che esiste il male assoluto, non un male relativo, e che l’ignavia e l’indifferenza sono la sua linfa vitale. Che ognuno di noi, qualunque cosa faccia nella propria vita, col proprio libero arbitrio deve esercitare questa scelta e adoperarsi ogni giorno, come valori a cui tendere sempre, per la pace, la libertà, la solidarietà e l’amore per il prossimo.

Solo così potremmo riaffermare il nostro No alla guerra, il nostro Viva la Pace e la Libertà, in Italia, in Ucraina e nel Mondo intero”.

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Ultimo aggiornamento:
26 aprile 2022 , 06:09

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