Il 25 aprile unisce memoria, identità e futuro: Sorso restituisce alla comunità il Santuario e la sua piazza

Il 25 aprile unisce memoria, identità e futuro: Sorso restituisce alla comunità il Santuario e la sua piazza
Data:

27/04/2026

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© Comune di Sorso - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Una giornata destinata a rimanere impressa nella memoria collettiva di Sorso. La comunità si è ritrovata per celebrare l’81° Anniversario della Liberazione, unendo al doveroso omaggio verso chi ha sacrificato la vita per la libertà, la gioia per la restituzione di uno dei luoghi più identitari e amati della città: il Santuario della Beata Vergine di Noli Me Tollere e la rinnovata Piazza Cappuccini.

Le celebrazioni del 25 aprile si sono aperte in Piazza Garibaldi con il tradizionale corteo istituzionale, la deposizione delle corone d’alloro davanti alle lapidi e al Monumento ai Caduti, l’alzabandiera e il momento di raccoglimento insieme alle autorità civili, militari e religiose, alle associazioni combattentistiche e d’arma, ad una rappresentanza dell’Istituto comprensivo e alla cittadinanza.

«Il 25 aprile – ha dichiarato il sindaco di Sorso Fabrizio Demelas – non è soltanto la celebrazione della Liberazione dal nazifascismo, ma il giorno in cui siamo chiamati a comprendere fino in fondo il valore della libertà, della pace e della dignità della persona. La libertà non è un’eredità garantita per sempre: va custodita, difesa e praticata ogni giorno, nel rispetto reciproco, nella capacità di dialogare e nel rifiuto delle contrapposizioni sterili. Ricordare chi ha sacrificato la propria vita significa assumerci oggi la responsabilità di costruire comunità più giuste, più coese e più umane».  

Al termine della cerimonia civile, la comunità si è spostata nel piazzale dei Cappuccini per la riapertura ufficiale del Santuario della Beata Vergine Noli Me Tollere e della piazza antistante, restituiti alla città dopo un importante intervento di restauro e riqualificazione finanziato dalla Regione Sardegna.

Un momento di forte partecipazione emotiva, vissuto da tutta la comunità come la riconsegna di un luogo dell’anima.

«Questo luogo – ha sottolineato il sindaco – per me ha un significato particolare, perché qui sono nato e cresciuto. Qui ci sono la mia infanzia, la mia adolescenza, le amicizie e la vita quotidiana di intere generazioni di sorsensi. Per questo oggi non inauguriamo semplicemente un’opera pubblica: restituiamo una parte della sua anima alla sua comunità. Le chiese e le piazze non sono solo architettura, sono luoghi in cui le persone si incontrano, si parlano, si riconoscono. Restituire uno spazio come questo alla Città, alle cittadine e ai cittadini di Sorso, ai fedeli, in tutta la sua rinnovata bellezza, è un atto d’amore verso la comunità: per ciò rivolgo il mio più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare gli interventi di riqualificazione della Piazza e di restauro del Santuario che abbiamo oggi davanti ai nostri occhi».

Il Sindaco ha voluto ringraziare i Frati Cappuccini, custodi storici del Santuario, i Padri della comunità religiosa, la Regione Sardegna, i tecnici comunali, i professionisti, le imprese e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’intervento.

Presente alla cerimonia anche l’Onorevole Antonello Peru, che ha evidenziato il valore dell’investimento regionale e il significato profondo dell’opera.

«Oggi a Sorso è accaduta una cosa bella. Non abbiamo inaugurato solo un restauro e una piazza: abbiamo restituito un luogo alla sua vocazione più profonda. Qui si intrecciano da secoli fede, accoglienza e vita quotidiana. Quando istituzioni, comunità e spiritualità camminano insieme non nasce solo un’opera pubblica, ma un bene comune che prende forma. In un tempo attraversato dai conflitti, costruire luoghi di incontro significa scegliere concretamente la strada della pace».

La benedizione impartita dal Ministro Provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia di Sardegna e Corsica, padre Gianluca Longobardi, insieme alla preghiera comunitaria e al successivo taglio del nastro, hanno sancito ufficialmente la riapertura del complesso monumentale.

Celebrare il 25 aprile e restituire nello stesso giorno alla città il suo Santuario e la sua piazza ha assunto così un significato ancora più forte: memoria e futuro, libertà e cura del bene comune, identità e speranza si sono incontrati in un’unica giornata.

«Chi ha sacrificato la propria vita per la libertà – ha concluso il sindaco Demelas – non lo ha fatto perché vivessimo in un Paese astrattamente libero, ma perché potessimo costruire comunità più giuste, più belle, più ordinate e più felici. Questo è il compito più alto delle istituzioni e di una comunità. Viva Sorso, viva la pace, viva la libertà e viva l’Italia».  

A cura di

Ufficio Stampa

Gestione e coordinamento delle attività di comunicazione istituzionale.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 27/04/2026 11:47

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