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La Romangia è una sub regione geografica della Anglona della quale Sorso è il centro più grande.
L'abitato, situato a 136 m. sul livello del mare dal quale dista appena
tre chilometri, gode di una collocazione geografica di notevole valore
paesistico. Il panorama, soprattutto nel periodo primaverile, è
suggestivo: la campagna, sapientemente coltivata, offre la vasta gamma
delle tonalità di verde delle vigne, degli oliveti e della
fascia pinetata.
Sorso é in pratica al centro di un anfiteatro naturale con ai
lati Portotorres e Castelsardo, alle spalle Sennori e le montagne
dell'Osilese; affacciandosi sul Golfo dell'Asinara ne gode poi i
vantaggi climatici. La vegetazione caratteristica annovera pruni,
pervinche, alaterni e anagiridi; spiccano i vistosi e bellissimi
cespugli dell'artemisia arborescente, detta anche assenzio arboreo, dal
caratteristico aspetto bianco cenerino. Interessante è la salvia
sclarea o scanderona, dal forte odore aromatico, che qui compare in una
speciale varietà. Da Sorso fino a Punta Tramontana e oltre, ma
specialmente in località Bellimpiazza, si possono ancora
ammirare i residui della tipica vegetazione costiera, soprattutto
evidente nelle zone più incolte e solitarie: efedra distachia,
elicriso, tapsia, timelea, lillatro, ginepro, lentisco, tamerice,
lavatera e varie specie di cardi. Qua e là si osservano piccoli
cespi di palma nana, un tempo utilizzata nella confezione di bellissimi
cestini. Emerge poi fra tutte le essenze la cineraria marittima dai
grandi cespi cotonosi biancastri su cui spiccano i capolini giallo oro.
Ad Ovest del centro urbano, lungo la strada per Sassari, vi è la
"cinta" degli oliveti; verso nord, tra l'abitato e il mare, gli olivi
lasciano via il posto agli orti e ai vigneti che più fitti
risultano verso Castelsardo.
Sorso lo si può dire senza tema di smentita, é sinonimo
di vino. Le uve dei fertili vigneti della Romangia ne qualificano il
territorio come una delle zone più indicate per la produzione
vitivinicola.

Un paesaggio del territorio di Sorso
La fertilità del terreno, la mitezza del clima e la
capacità acquisita negli anni dagli agricoltori locali (non solo
nel settore vinicolo) conferiscono alle uve una particolare e rilevante
collocazione nell'ambito dell'enologia sarda. Consistente é la
produzione di "Vermentino" (vino dal colore bianco paglierino carico);
poi il "Cannonau" (rosso corposo tipico da arrosto) per chiudere con il
famoso Moscato di Sorso e Sennori, bianco - ambrato dolce di notevole
qualità. Servito fresco contribuisce con i suoi 15 gradi
alcolici a valorizzare i dolci che la tradizione locale - soprattutto
durante la Pasqua - continua ancora oggi a onorare.
A protezione delle colture dalle maestralate stagionali tra la spiaggia
e le campagne, vi è una estesa fascia pinetata - traversata
dalla strada litoranea - ricca di diramazioni laterali per la spiaggia
dove sorgono numerosi insediamenti turistici: alberghi, villaggi,
campeggi, posti ristoro.
L'ecosistema pineta-spiaggia (racchiuso tra la foce del fiume Silis a destra, e lo stagno
Il litorale.
Il litorale si estende per circa 18 km, gran parte caratterizzato da
spiagge di sabbia bianca e alte dune, da una forte presenza di
vegetazione mediterranea, verdi pinete e ginepri secolari giungono al
mare.
Il mare.
Tra Porto Torres e Marina di Sorso, al centro del golfo
dell’Asinara si apre la spiaggia principale di una vasta zona
balneare che arriva fino a Castelsardo. E una lunga spiaggia, di sabbia
fine, con dune che dividono il mare, dall’ambiente retrostante.
Sul lato orientale, una folta pineta costeggia la strada litoranea
presentando numerosi accessi al mare con ampi parcheggi e proteggendo
il territorio da venti. Escursioni: al Parco Naturale
dell’Asinara e alle terme di Casteldoria,
con bolle d’acqua calda, intorno ai 70°C, che si formano tra le sabbie.
Lo stagno.
La sua forma allungata, separato dal mare da un cordone sabbioso; la
sua vegetazione è molto varia e va dal Fragmiteto allo Scirpeto
e al Giuncheto. Di particolare interesse, Sono il Giunco nero e la
Canna del Po. La sua situazione ecologica è più rosea
rispetto agli stagni di Calich e di Pilo. In esso nidificano le specie
più comuni, il Fistione turco, il Cadone, Il Falco di palude,
L’Airone cinerino, la Garzetta, etc.
La pineta.
La macchia mediterranea che assieme ai pini ricopre le dune e annovera
esemplari secolari di ginepro coccolone e di sabina. Questi due sono
classiche essenze colonizzatrici di sabbie litorali e differiscono tra
loro specialmente per le foglie: ispide e spinose, di un verde
glaucescente, nel primo; assimilabili a foglie di cipresso e tuja, di
un bel verde vivace, nell’altro.
Il legno, compatto e venato, un cespuglio al tronco non più
grande di 15-20 centimetri di diametro può contare anche su un
centinaio d’anni d’età.
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