STRUMENTO DELLA COMUNITA'
SORSOCITTA'2016

 

Intervento dell'assessore al bilancio, finanze, patrimonio e programmazione

La nostra città, così come altri comuni all'interno dell'area vasta che ci comprende  e che comprende anche Sassari, Porto Torres, Alghero, Stintino, Sennori e Castelsarardo, si sta munendo di un complesso strumento di programmazione riconducibile a innovative metodologie di governo del territorio: il Piano Strategico Comunale. Perchè?
La congiuntura in cui viviamo ci obbliga a confrontarci con vari fenomeni di trasformazione, non solo economici. Una più vasta apertura dei mercati, in particolare di quelli europei, l'allargamento dell'Unione Europea a 25 paesi e l'uscita della Sardegna dall'Obiettivo 1 della programmazione comunitaria, vicende che stanno portando i nostri territori ad essere sottoposti ad una pressione competitiva prima d'ora sconosciuta e ad un drastico ridimensionamento dei flussi finanziari a favore del mezzogiorno d'Italia e della nostra Isola in particolare, sono solo alcuni di questi.
La questione allora è come riuscire ad essere competitivi in un tale mutamento di contesto ed è per questo che occorre volgere lo sguardo ai nuovi emergenti indirizzi dalla programmazione europea 2007-2013.
La Commissione europea nel luglio 2004 con la Proposta di Regolamento per la programmazione dei Fondi strutturali per il periodo 2007-2013, guardando in particolare alle vocazioni e alle opportunità locali, individua nelle città nodi e poli di eccellenza territoriale chiamati ad assumere un ruolo propulsore dello sviluppo; una delibera poi del CIPE ed un documento del Tavolo Interistituzionale hanno previsto delle risorse da destinare ad ogni regione finalizzate a finanziare i Piani Strategici per città e aree metropolitane. Il piano strategico riveste infatti all'interno di tale prospettiva di valorizzazione e propulsione dello sviluppo locale tutta la sua importanza.
Le migliori pratiche scaturite dall’esperienza avviata sul finire degli anni ‘80 da alcune città europee e da quella più recente di alcune città italiane portano ad identificare nel Piano strategico  lo strumento ideale all’interno del quale le città e le società locali possono dar luogo ad una visione condivisa e dinamica del proprio futuro e lo indicano per affrontare la sfida della competitività attraverso questa nuova visione strategica dello sviluppo. L’obiettivo è il superamento dei limiti evidenziati dagli attuali strumenti di programmazione.
Si ammette quindi anzitutto, e lo si da come presupposto, che gli esistenti strumenti di pianificazione urbanistica, di programmazione economica, sociale e culturale di cui le pubbliche amministrazioni si sono dotate sino ad oggi, e rispetto ai quali il Piano Strategico non è comunque sostitutivo, da soli non sono sufficientemente efficaci nella loro funzione.
Cosa ha allora in più allora il piano strategico? Innanzitutto la visione d'insieme, la capacità di individuare e promuovere strategie di sviluppo in un’ottica di sistema (occorre unirsi e razionalizzare gli sforzi per essere competitivi), poi l'attitudine a stimolare un'evoluzione della prassi di governo del territorio verso una sempre maggiore apertura nei confronti di pratiche partecipative che generino consenso attorno a programmi e progetti condivisi. Non è impresa facile e occorrono grandi sforzi da parte delle istituzioni e un maturo senso civico da parte della comunità locale.
Tale fattore di consenso, di condivisione, infatti, moltiplica e rafforza  il potere di proposta della città e dell'area vasta nei confronti del partner istituzionale regionale, nazionale e comunitario,  nonché nei confronti degli operatori economici e finanziari privati.  
Perchè il Piano Strategico sia utile a raggiungere lo scopo deve essere quindi costruito attraverso un continuo processo di comunicazione finalizzato a coinvolgere tutti gli attori  istituzionali, sociali, economici e culturali locali, in maniera tale che ciascun soggetto coinvolto assuma delle responsabilità individuali all’interno del piano stesso; per fare tutto ciò occorre condurre anzitutto un'analisi seria, ad ampio spettro, dei punti di forza, delle opportunità, delle debolezze e delle criticità.
Siamo quindi di fronte ad un piano non solo per la città ma della città, perchè esso è anzitutto un passo in avanti verso l'assimilazione di pratiche di governance che, per definizione, cercano soluzioni ai problemi della collettività attraverso  il coinvolgimento della pluralità dei soggetti.
Il progetto politico è di quelli ad ampio respiro e deve mirare tra le altre cose al miglioramento  delle condizioni dei sistemi locali del lavoro, della qualità della vita,  delle condizioni di  sicurezza sociale, delle politiche dell'assistenza, al potenziamento delle condizioni di sviluppo  economico, al rafforzamento dei sistemi  infrastrutturali e al miglioramento ed al potenziamento degli strumenti di gestione  amministrativa e di erogazione di servizi ai cittadini.
"Sorso 2016", questo è il nome che abbiamo dato al documento, tende verso quattro grandi valori obiettivo:

  1. Il recupero e la valorizzazione dell'identità storica e culturale degli uomini e dei luoghi.
  2. La competitività urbana e territoriale.
  3. La coesione sociale e  la solidarietà.
  4. La sostenibilità dello sviluppo.

Il Piano Strategico, quello comunale in prima istanza e quello sovracomunale in seconda, è tra le armi più efficaci che abbiamo oggi per affrontare la sfida di fronte alla quale ci pone  la contemporaneità.

Dobbiamo perciò essere determinati a vincere la sfida nella consapevolezza però che questa può essere vinta solo se affrontata con lo spirito giusto, cioè solo se il Piano Strategico sarà quanto più possibile condiviso dentro e fuori le istituzioni, a partire dal Consiglio Comunale per arrivare a tutti i cittadini e ai soggetti direttamente e indirettamente coinvolti e interessati allo sviluppo del territorio. Un modello di città competitiva nell'offrire opportunità alle intelligenze locali. Una riflessione e un'azione globale, trasversale e condivisa, questo è prima di tutto il Piano Strategico Comunale "Sorso città 2016".

 

Fabrizio Demelas