La fortunata posizione geografica, la presenza di corsi d’acqua, un clima mitigato dalla vicinanza col mare, contribuiscono a determinare la particolare fertilità delle campagne della Romangia. Ai doni di madre natura si aggiunge l’operosità dei suoi abitanti, da sempre dediti all’agricoltura (a scapito della pesca), per cui oggi la città appare completamente circondata da oliveti, da numerosi orti e da piantagioni di ottimi carciofi.

Ma Sorso è sopratutto la terra dei vini: grande ricchezza rappresenta la coltura della vite che si tramanda da generazioni. Dalle uve dei qualificati vigneti estesi per tutto il territorio si producono vini di elevata e riconosciuta qualità:

tipico è il Cannonau, un vino rosso e corposo, che ben si accompagna con tutti i tipi di  carne, prodotto nei vigneti romangini con sapiente maestria dai tanti piccoli contadini ma anche dalle varie cantine presenti nel territorio. Molto diffusa è poi anche la produzione del Vermentino, dal caratteristico colore bianco paglierino.

È però il Moscato, passito bianco ambrato e dolce, ottimo vino da dessert, perfetto per accompagnare i dolci tradizionali, il non plus ultra della produzione vitivinicola romangina. Eccezionale è anche l’olio prodotto negli oliveti che caratterizzano i colori della campagna sorsense.

Tra i dolci tradizionali  sono da ricordare: i papassini di forma romboidale, fatti di pasta a base di farina e strutto con mandorle, noci e buccia d’arancia, ricoperti di glassa e cotti in forno a legna; li cozzuli di saba, fatti di sottile e candida pasta impreziosita da ricami e ripiena di sapa (detta anche vin cotto), e li birighitti dalla forma tondeggiante, ottenuti dalla lavorazione esclusiva di zucchero, strutto, uova e miele.

Tra i pani merita una menzione a parte lu bischottu ipparraddu,variante locale del celebre pane carasu, dalla sfoglia spessa e fragrante. Altro pane caratteristico è lu tòndu, pagnotta bitorzoluta a crosta dura e mollica compatta con occhiature evidenti.