Il territorio di Sorso custodisce un patrimonio archeologico ricco e composito, che ben racconta la sua evoluzione socio-culturale nei secoli. Il viaggio nel tempo comincia dal Neolitico con le Domus de Janas  (sepolcri scavati nella roccia in forma di camere voltate) delle località l’Abbiu e Petraia.

A due chilometri dalla città sorge il complesso nuragico di Serra Niedda, costituito dalle fondamenta di un tempio in opera isodoma, da un altare cilindrico di pietra calcarea e da un piccolo tempio a pozzo, in parte scavato nella roccia, con undici gradini che conducono nel sottosuolo. Il santuario, dedicato al culto delle acque, ebbe grande importanza tra la fine dell’età del bronzo e l’età del ferro, come testimoniano i preziosi materiali votivi in esso rinvenuti, tra cui ben quindici bronzetti figuranti, in parte conservati al Museo Nazionale Sanna di Sassari. In epoca romana vi si praticavano culti propiziatori della fertilità delle messi dedicati a Demetra-Cerere. Il sito è stato recentemente restaurato e dotato di infrastrutture per accogliere i visitatori.

Il complesso romano altomedievale di Santa Filitica sorge lungo la costa tra Sorso e Castelsardo. Comprende i resti di una villa di età tardo-imperiale (III-IV sec. d.C.): una grande cisterna per la raccolta dell’acqua ed un  impianto termale con vasche e pavimenti rivestiti a mosaico (uno di essi è esposto al Palazzo Baronale).

Intorno al VI secolo fu abbandonata e poi occupata da una comunità dedita ad attività quali la lavorazione del corno e dei metalli. Nel VII secolo il sito vide sorgere un nuovo villaggio di case in pietra, abitato fino al IX secolo. Lungo la strada tra Sassari e Sorso sorgeva il villaggio medievale di Geridu (XI-XIV secolo). Il borgo era costituito da semplici basse case in pietra e malta di fango, separate da stretti viottoli che descrivevano un regolare tessuto urbanistico. Le abitazioni avevano tetti di tegole sostenuti da una trave centrale, pavimenti in terra battuta con pozzetti per la conservazione delle derrate alimentari e focolari in argilla; sono ancora visibili i resti della principale chiesa del villaggio, S. Andrea (XIV secolo), intorno alla quale si sviluppava il cimitero. A Geridu è dedicata, nel Palazzo Baronale,  una sala medioevale con la ricostruzione in scala reale di parte di una delle abitazioni e numerosi manufatti.