La struttura urbana di Sorso si presenta regolare; il nucleo più antico di origine medievale, detto Bicocca, è articolato in corti, sul modello dei centri storici

toscani. Le case del centro storico, oggi restituito all’aspetto originario, sono costruite col calcare tufaceo estratto dalle cave locali ed appaiono molto semplici, prevalentemente costruite su due piani.  Al piano terreno, destinato ad ospitare derrate e alla lavorazione dell’olio, queste presentano volte a botte o a crociera piuttosto alte.

Al termine del Corso Vittorio Emanuele sorge la Chiesa di San Pantaleo, patrono della Città, maestosa costruzione in stile neoclassico edificata (su una precedente chiesa in stile romanico pisano) nel 1835 dal sassarese Antonio Cano.

Al suo interno si conserva la statua della Vergine delle Rose (XVI-XVII sec.). A breve distanza si trova la chiesa di Santa Croce (XVI sec.), impreziosita da un portale con arco a sesto acuto e decorazioni in stile gotico-catalano. Di spalle a San Pantaleo è situata, probabilmente opera di scalpellini genovesi, l’antica fontana della Billèllera (XVII secolo), che richiama nelle proporzioni la fontana del Rosello di Sassari. Costruita con conci di calcare, ha la forma di un parallelepipedo e la facciata scolpita con lesene. Il nome deriva da quello dialettale della pianta di elleboro, alla quale la credenza popolare attribuiva il potere di rendere folli; secondo la tradizione, infatti, l’acqua della fontana avrebbe lo stesso effetto su chi la beve. Modificata nel ‘700 a seguito dei danni subìti durante i moti antifeudali, oggi è circondata da un piccolo anfiteatro all’aperto e fa da suggestivo sfondo agli spettacoli sotto le stelle durante il periodo estivo.

A breve distanza dalla fontana della Billèllera sorge la Biblioteca Comunale, ricavata dal vecchio mercato civico del 1891 e dal più recente mattatoio. Quest’ultima è intitolata all’illustre scrittore e cofondatore del Corriere della Sera Salvatore Farina al quale Sorso diede i natali. Nella piazza Marginesu sorge la chiesa secentesca della Vergine d’Itria (dal greco hodeghetria, “conduttrice”) annessa all’antico convento dei Frati francescani, oggi sede del Municipio. Altra chiesa molto cara ai sorsensi è quella amministrata dai frati Cappuccini e che sull’altare maggiore custodisce il simulacro della Madonna detta di Noli Me Tollere (non mi togliere), dall’iscrizione marmorea in latino collocata ai piedi della stessa statua della Vergine. La tradizione narra che il 26 maggio del 1208 la Vergine apparve sulla spiaggia ad un muto esortandolo ad avvisare i compaesani perché andassero a prenderla. Il muto, recatosi al paese, miracolosamente parlò e riferì il messaggio; il simulacro trovato al posto della Vergine fu così portato alla chiesa di San Pantaleo, da dove scomparve per essere ritrovato da un contadino nel suo podere.

Ricollocato in chiesa,  sparì e nuovamente riapparve nello stesso podere con ai piedi la scritta Noli Me Tollere. Nel luogo fu, quindi, eretto un piccolo Santuario, meta della tradizionale processione del 26 maggio cui partecipano con autentica devozione tutta la città e numerosi pellegrini.

Altro edificio di rilievo a forma quadrangolare e con due avancorpi sul lato principale è il Palazzo Baronale (XVII secolo), danneggiato durante i moti antifeudali del 1793-95 e recentemente ristrutturato. Il Palazzo e gli ampi spazi del suo giardino sono oggi utilizzati spesso come sede di rassegne, mostre, convegni e concerti.