Secondo l’etimologia più probabile il toponimo deriverebbe dall’avverbio logudorese josso/zosso che significa “giù” (dal latino deorsum), poi evoluto in Zorso, quindi in Sorso (o Sossu).

Nel territorio oggi ricadente entro i confini amministrativi della Città di Sorso la presenza dell’uomo già in età Preistorica è testimoniata dalle domus de janas (case delle fate), ipogei funebri risalenti al Neolitico (3300-2300 circa a.C.), rinvenuti nelle località L’Abbiu e  Pietraia.

Notevoli anche le testimonianze d’età Nuragica (periodo della storia sarda che va dal 1800 al 500 a.C. e caratterizzato dalle costruzioni ciclopiche conosciute in tutto il mondo col nome di “nuraghi”). Fra queste testimonianze spicca, per il caratteristico tempio a pozzo, il complesso portato alla luce in località Serra Niedda.5000 anni di storia

La presenza punica (dal VI al III secolo a.C.) è attestata invece dal ritrovamento di stele funerarie, ceramiche e monete, oggi conservate al Museo Nazionale Sanna di Sassari.

In epoca romana il territorio di Sorso rivestì un ruolo di notevole importanza grazie alla sua posizione strategica rispetto alla vicina colonia di Turris Libissonis ed all’asse viario tracciato dai Romani; il termine Romangia deriva proprio dal latino Romània, cioè “terra abitata dai Romani”.

La ricca produzione olearia e vinicola assicurata dalla fertilità di queste terre fu infatti proprio ad opera dei Romani oggetto di intensi scambi commerciali con altri popoli del Mediterraneo (scambi testimoniati anche dal ritrovamento di numerosi relitti di navi da trasporto al largo della costa, in località Marritza). Ed è sempre lungo la costa sorsense, in località Bagni e Santa Filitica, che sono state rinvenute due villae romane: insediamenti organizzati per svolgere attività produttive legate all’agricoltura e al commercio.

Altro sito archeologico di particolare interesse è poi quello di Geridu, dal quale provengono reperti sia di epoca romana che medievale.

Nel 1020 il territorio di Sorso entrò a far parte della Curatoria della Romangia, quindi del Giudicato di Torres.

L’Età Giudicale, tra il X e il XIV secolo, fu un momento storico cruciale per l’Isola; in questo periodo Sorso rientrava tra i territori sotto l’influenza diretta della Città di Sassari, con la quale manifesta ancora oggi affinità molto evidenti, riscontrabili nel dialetto e nella struttura urbana che ricalca in parte quella del capoluogo.

Dopo la conquista aragonese Sorso e la Romangia vennero dati in feudo (1440) a Gonario Gambella, la cui dinastia governò il territorio fino al XVII secolo; nella Via Fiorentina, sulla facciata della cosiddetta Casa di Rosa Gambella (discendente di Gonario andata in sposa al Viceré di Sardegna Ximen Perez Escriva De Romani) è ancora visibile il suo stemma gotico in marmo.

Nel 1689 il Barone Pietro Amat Marchese di San Filippo sposò Donna Vittoria Gambella intrecciando le vicende dinastiche delle due famiglie con la storia della Romangia.

Nel 1718 il territorio passò sotto il dominio dei Savoia: da quel momento Sorso seguì le stesse vicende storiche del resto dell’Isola e, più in là, dell’Italia.