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Comunicazione di interruzione erogazione idrica, da potabilizzatore "Bidighinzu" per urgenti lavori di manutenzione programmata, da effettuarsi in data 21/11/2017. L'interruzione idrica comporterà la necessità di anticipare le chiusure dai serbatoi dalle ore 15,00 alle 6.00; eventuali variazioni delle chiusure saranno comunicate successivamente.

CONTRIBUTI A SOSTEGNO DEGLI INQUILINI

AVVISO PUBBLICO PER L'EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI A SOSTEGNO DI INQUILINI MOROSI INCOLPEVOLI RESIDENTI NEL COMUNE DI SORSO E DESTINATARI DI ATTO DI INTIMAZIONE DI SFRATTO PER MOROSITA' ACCERTATE AL 31.12.2017 - Scadenza domande entro e non oltre il 20 dicembre 2017.  folder Scarica la documentazione .

Viticoltura in Romangia“Viticoltura in Romangia tra tradizione e innovazione”: tavola rotonda partecipata, tra cenni storici, analisi e stimoli per il territorio.

Venerdì 14 ottobre 2016, Palazzo Baronale.

La sala plenaria ha accolto una platea ampia e interessata agli argomenti proposti dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con Laore e Associazione Città del Vino, durante la tavola rotonda dal titolo “La viticoltura in Romangia, tra tradizione e innovazione”. I relatori hanno posto l’attenzione su vari temi: l’evoluzione degli areali di coltivazione, la varietà di vino da tavola coltivate storicamente e la biodiversità.

Il Sindaco Giuseppe Morghen ha introdotto la serata: «Questa serata dà il via ad un progetto iniziato dall’anno scorso, in collaborazione con la Laore: un corso di viticoltura ed enologia rivolto agli esperti del settore, ai produttori ma anche a chi si voglia avvicinare al mondo della viticoltura e dell’enologia. Il corso si articolerà in 7 appuntamenti a cadenza settimanale.»

Il Consigliere PierLuigi Spanu, promotore dell’iniziativa e coordinatore del progetto spiega «Il nostro intento è valorizzare il territorio della Romangia e le sue prerogative. Nel corso del tempo, si è puntato molto sulla produzione, che è di notevole pregio e qualità, ma meno sulla vinificazione. Parliamo di un territorio molto vasto: passando dalla SS200, la zona storica di Tresmontes sino a Castelsardo rimane l’area privilegiata. In passato, però, avevamo anche nella zona della Marina dei vigneti su sabbia che, negli anni, per cause diverse, sono andati diminuendo sempre più, sino ai giorni nostri, con una produzione non più significativa. Anche la coltura della vite ha subito cambiamenti: l’alberello classico è stato surclassato dalla controspalliera con irrigazione. Molte varietà, col tempo sono andate perdute e si sono mantenute le più importanti: cannonau, vermentino e il moscato, un prodotto unico ancora troppo poco commercializzato. A Sorso e nella Romangia, nonostante alcuni momenti di intoppi, si è mantenuta una buona biodiversità, anche se si sono perse un po’ di specificità e alcune diversità. Oggi i vivaisti sono più attenti, ma la mancanza del Consorzio provinciale per la frutticoltura si fa sentire. »

Cenni storici nell’intervento del Prof. Marco Milanese, Direttore del Dipartimento di Storia dell’Università di Sassari: «L’archeologia e la storia della vite e del vino nella Sardegna Medievale rivestono un importante tassello che si sviluppa nella ricerca archeologia nel Villaggio di Geridu, a partire dalla seconda metà degli anni ’90. È innegabile che, anche in epoca medievale, il vino fosse un bene largamente conosciuto. Infatti, ritroviamo molte illustrazioni che ci confermano il suo consumo e la sua produzione. Nello specifico, nel sito archeologico di Geridu, dove insistono i resti di un villaggio di epoca medievale molto importante e largamente abitato, possiamo applicare con notevoli risultati l’Archeobotanica, ossia lo studio dei resti vegetali. In quell’area si riscontrano resti di vinaccioli carbonizzati che attestano la produzione di vino e tracce di vigneti antichi, utensili e attrezzi agricoli.»

Interessanti e seguiti gli interventi del Dott. Gianni Lovicu, ricercatore di Agris Sardegna, che ha illustrato le varietà, sottolineando l’importanza dalla vite selvatica e le differenze con quella coltivata; del Dott. Luca Mercenaro, Ricercatore dell’Università di Sassari, con l’analisi degli areali di coltivazione; del Dott. Renzo Peretto, agronomo della Laore che invita a lavorare di concerto e del Dott. Giovanni Pinna, enologo delle Tenute Sella e Mosca, che indica le strade da percorrere per andare avanti, coordinati dal Dott. Pasquale Porcu, in veste di moderatore.

Spunti e analisi arrivano anche dal Dott. Paolo Benvenuti, Direttore Generale Associazione Città del Vino: «La viticoltura è patrimonio culturale dell’Italia e noi abbiamo il dovere di tutelarlo, avvalendoci anche delle norme che difendono la biodiversità e le sue forme. Oggi la normativa ci dà gli strumenti per tutelare il nostro patrimonio. Per es. il moscato di Sorso-Sennori è un valore di qualità. E allora bisognerebbe curare anche l’aspetto del marketing e domandarsi, in maniera seria e precisa, in quali mercati collocarlo, in quali quantità. Oggi non si può improvvisare: bisogna avere un piano di marketing strategico che comporta la necessità di scelte precise. Un altro aspetto imprescindibile è quello legato al turismo enogastronomico-culturale. Un territorio, un cibo, un vino deve essere buono “da pensare”: solo così diviene un prodotto facile da trasmettere. Il territorio deve avere un suo stile, legato ai suoi prodotti, alla sua storia e al suo vino. Il vino così è una parte dell’offerta ma la percezione del turista che dobbiamo attirare deve essere a tutto tondo: cultura, territorio, cibo, vino, devono essere uniti tra loro. »

Il Sindaco Giuseppe Morghen conclude: «I ringraziamenti vanno a tutti gli intervenuti e ai relatori che hanno toccato tutte le problematiche. Un unico appunto: mi sarei aspettato di vedere in sala più produttori. Il pubblico è numeroso ma il territorio merita una risposta più partecipata. Il mio augurio è che il dialogo tra tutte le parti in campo sia frutto di sinergia, ma per far ciò è necessario che vi sia una parte e una controparte che si confrontano. Questo necessita di una maggiore partecipazione che aiuta a crescere insieme e a far crescere il nostro territorio. La prossima settimana inizierà il corso: l’invito è a partecipare numerosi, perché diventi un luogo di confronto e di arricchimento per tutti.»