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Nubifragio 2014: nessun emendamento “SALVA-SORSO” in Regione.Copia di Nuovo stemma del Comune di Sorso

In riferimento alle notizie apparse nel “La Nuova Sardegna” del 28.02.2015, nell’articolo dal titolo “Salva Sorso […]”, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Sorso specificano quanto segue:

La sera del 18 giugno 2014, in maniera tempestiva, è convocata la giunta comunale di Sorso che apre la seduta per segnalare la condizione di emergenza, rimandando all’indomani (19.06.2014) l’aggiornamento della reale situazione e la quantificazione dei danni, alla luce del fatto che il fenomeno calamitoso aveva avuto la sua massima manifestazione nel pomeriggio, ma ancora perdurava l’incertezza delle condizioni meteo, per le ore successive. La delibera di Giunta, che dichiara lo stato di calamità naturale nel Comune di Sorso, è pubblicata il 20.06.2014.

Si avviano immediatamente le procedure necessarie per reperire i contributi per far fronte alla situazione di emergenza e, nello specifico, per le spese relative ai primi interventi, erogati dalla Legge Regionale n°28 del 21.11.1985 “Contributi agli enti locali per calamità naturali”. La suddetta legge prescrive, tra i requisiti per l’accesso ai fondi, la dichiarazione dello stato di calamità, la relazione descrittiva dei danni e la presentazione della documentazione richiesta entro un termine di 180 giorni dalla dichiarazione dello stato di calamità. Considerando la data di chiusura della seduta della Giunta comunale, il Comune di Sorso fa partire dal 19.06.2014, il conteggio dei 180 giorni prescritti dalla legge, rientrando nel termine concesso, per la presentazione delle richieste. La Regione Sardegna, per sua parte, contesta il suddetto conteggio, avvalendosi della data di apertura della seduta (18.06.2014) e bollando come fuori dai termini la richiesta, per un tempo pari a un’ora e mezzo. L’Amministrazione di Sorso chiede l’intervento di un esperto legale, in merito alla situazione e raccoglie parere favorevole. Forte e sicura della correttezza del procedimento avviato, avvalorata dai favorevoli pareri legali, l’Amministrazione Comunale procede con i primi interventi e si adopera per quantificare i danni.

Il Legislatore che, dall’istituzione della L. 28 ad oggi, si è trovato molte volte a fare i conti con i danni prodotti dalle calamità naturali, ed è pienamente consapevole che 180 giorni sono un termine insufficiente per la rendicontazione di danni ingenti. Infatti, nella legislatura regionale sono facilmente rintracciabili proroghe dei termini anche molto ampie (si veda, per es. la proroga in riferimento alle calamità dell’ottobre 2008, dove la L.R. n°3 del 22.01.2010 proroga sino al 30 settembre 2010 i termini; o la L.R. n°17, del 04.08.2011, che proroga i termini a 365 giorni per fronteggiare le spese della calamità naturale, verificatasi nell'ottobre 2010, per citarne alcune). Per di più, oltre alla prima stima dei danni, il Comune di Sorso si trova nella conseguente condizione di dover fare i conti anche con i danni residui, da gestire in maniera accurata e che, nella maggior parte dei casi, non si possono riscontrare entro il termine dei 180 giorni. Seguendo questa prassi, che si basa sulla constatazione della reale insufficienza dei termini, ieri, il Consiglio Regionale vota un emendamento che concede una proroga al termine dei 180 giorni.

«Tutta la Romangia è stata duramente colpita, ma è innegabile che il Comune di Sorso abbia subito l’attacco più devastante e dannoso, con le conseguenze che ancora oggi pesano e penalizzano il nostro territorio. Il Comune di Sorso si trova a dover fronteggiare danni ingenti, rispetto a quelli più modesti, per loro fortuna, dei comuni limitrofi, colpiti in maniera più marginale dalla bomba d’acqua del 18 giugno. È ovvio che la rendicontazione della quantità di danni dieci volte superiore, rispetto al comune di Sennori, necessiti di tempistiche differenti. Definire un emendamento che proroga i termini della presentazione delle domande “Salva Sorso” è quanto meno svilente, rispetto alla gravità delle penalizzazione che il nostro Comune ha subito, sinora, considerando che, nonostante tutte le difficoltà, a nostro parere, abbiamo presentato la documentazione nei termini stabiliti. – Spiega il Sindaco Morghen – A penalizzare ulteriormente un territorio già provato, si aggiunge la scelta discrezionale della Giunta Regionale di non inserire il Comune di Sorso tra i comuni che, rifacendosi alla Legge n. 225 del 24 febbraio 1992 “Istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile”, art. 5, possano avvalersi del fondo nazionale per le calamità gravi, ritenendo che i danni subiti dal comune di Sorso non rispondessero a quelle caratteristiche e non provvedendo ad avviare le procedure per l’inserimento negli elenchi dei comuni gravemente colpiti dalle calamità. Scorrendo l’elenco dei comuni che invece risultano inseriti, si trovano situazioni simili a quelle riscontrabili nel Comune di Sorso, alcune addirittura meno gravi.  Già danneggiati da questa mancanza, che taglia fuori il nostro territorio dai fondi nazionali, ci ritroviamo un ulteriore taglio in sede di Finanziaria Regionale. Il Consiglio Regionale boccia gli emendamenti che avrebbero portato a Sorso i contributi necessari per risolvere le situazioni ancora inconcluse. Ci aspettavamo un lavoro di unione e condivisione di intenti, anche e soprattutto da parte dei rappresentanti del territorio in sede regionale, che hanno preso impegni precisi e che non possono dimenticarsi, oggi, di un territorio centrale come Sorso, nell’ottica dell’area vasta. Ci ritroviamo, invece, con una serie di bocciature degli emendamenti alla Finanziaria 2015, che producono, come risultato finale, un modesto finanziamento del tutto insufficiente per sanare i danni subiti dal territorio.»