LE INIZIATIVE DI ANIMAZIONE
Le iniziative :

Contestualmente all’avvio della fase diagnostica sul campo infatti, dalla seconda quindicina di Luglio, saranno avviati alcuni interventi di animazione con l’obiettivo di produrre il maggior livello di coinvolgimento della comunità nel processo di diagnosi, prima, e di proposta successivamente. In particolare con il progetto Questa è la mia città, dedicato ai ragazzi ed agli adolescenti, si cercherà di cogliere la percezione che hanno della città le più giovani generazioni: ascoltare i lori bisogni, il grado ed il senso di appartenenza alla comunità, la richiesta di trasformazioni manifestata. Si tratta di una azione propedeutica al lancio del Laboratori Giovani; troverete nelle pagina conclusive una scheda che definisce le modalità con le quali partecipare, aiutando ad orientarsi.

Con il progetto Le radici sono leve, aperto all’insieme della comunità, attraverso due azioni distinte, ci si propone di far emergere il senso e la percezione delle trasformazioni che la città ha vissuto/subito nel tempo: il paesaggio, le forme urbane, la campagna, la costa, il lavoro, i luoghi di lavoro, le produzioni, i riti collettivi, le feste, i prodotti della tradizione agricola, i gusti ed i sapori, le ricette della tradizione, le produzioni di eccellenza.

Un terzo intervento, Cento idee per crescere insieme, prevede la possibilità per chiunque voglia farlo, con modalità semplici e prive di particolari formalismi, di suggerire, indicare soluzioni a vecchi problemi, proporre interventi e nuove idee utili a migliorare la qualità della vita in città. Questa iniziativa ha lo scopo di far emergere liberamente proposte da parte della comunità residente, ma anche da parte di quanti non residenti trascorrono parte importante dell’anno, delle loro vacanze in città o lungo la costa. Altri interventi potrebbero essere realizzati allo scopo di promuovere un livello di attenzione e di maggiore partecipazione sulle questioni che riguardano la città ed il suo territorio. Interventi che permettano, nello stesso tempo, di far emergere e valorizzare quell’immenso patrimonio di risorse umane ed intellettuale che altrimenti rischiano di rimanere silenziose ed estranee ai processi di cambiamento. A questa tipologia di azioni appartengono:

- Sorso e la Romangia nelle tesi universitarie: è allo studio una collaborazione con l’Università degli Studi di Sassari e l’Accademia di Belle Arti volta sia a riscoprire approfondimenti e studi già realizzati da parte dei giovani laureandi, sia a promuovere specifiche borse di studio che accompagnino la redazione delle tesi di laurea sulle principali tematiche di interesse della Comunità.

- Coltiviamo i nostri orti ed i nostri giardini è l’idea progetto dedicato alle persone più anziane, coloro che hanno tanto da fare e raccontare; ci sono angoli, spazi, aree della città che possono acquistare un nuovo senso, essere abbellite senza particolare fatica e, rappresentare, raccontare con leggerezza, la storia del lavoro e l’insieme di quella cultura del fare che è tratto distintivo della comunità.

- Adottiamo le nostre piazze ed i nostri monumenti è, invece, l’idea progetto dedicata alla comunità dei residenti o ai più piccoli. Piazze pulite, belle da vivere e per giocare, monumenti da riscoprire e difendere. Un progetto che può essere seguito dalla ludoteca comunale, dalla scuola primaria, dal centro di aggregazione, da comitati spontanei di residenti, che assistiti dal Comune, intendono dedicare un po’ del proprio tempo e delle proprie competenze per migliorare l’immagine, raccontare, gli angoli e le piazze della città.

A Sorso ci sono artisti, autrici ed autori che, con le loro opere, hanno avuto ed hanno ancora tanto da raccontare. Si tratta, allora, di creare le condizioni affinché la loro voce non si perda, la loro testimonianza viva, il loro racconto duri nel tempo.

Tutto ciò non è estraneo alla comunità che da tempo ha iniziato un lungo viaggio verso la loro riscoperta e valorizzazione (diverse ed importanti le iniziative proposte dalla Biblioteca Comunale negli ultimi anni), si tratta adesso di dar corpo al sogno di costruire una casa dedicata alle loro opere. Si tratta di iniziare con incursioni: usare il Palazzo baronale, non solo la sua sala centrale, così come la scuola o il centro di aggregazione piuttosto che nell'anfiteatro della Billellera per promuovere nell’arco dell’anno, il prossimo, dieci mostre/eventi dedicate a dieci artisti sorsesi. Questo e tant’altro si può fare.